venerdì 31 marzo 2017

Jeff Kinney, autore de "Il Diario di una Schiappa", edito da Il Castoro, alla Feltrinelli Duomo di Milano


A sentire dal vivo Jeff Kinney, autore de "Il diario di una Schiappa", edito da Il Castoro, alla Feltrinelli Duomo di Milano, non stupisce che abbia avuto così tanto successo di pubblico (sono oltre 180 milioni le copie vendute nel mondo, - oltre 3 milioni e mezzo quelle in Italia -  62 le edizioni e 53 le lingue, tra cui anche il Latino!), tale sono l'empatia e la simpatia che lo accompagnano.
Una persona che ha dimostrato come con una grande passione e la perseveranza si riesca a raggiungere un bel traguardo. Un esempio, per tutti, di come si debba continuare a inseguire i propri sogni senza lasciarsi abbattere dalle delusioni. Inoltre, leggendo qui la sua biografia, ho scoperto con grande piacere che nel 2015 ha aperto anche una libreria!

Nonostante la grande popolarità (Jeff Kinney è l’autore per ragazzi oggi più famoso al mondo, inserito da Time Magazine tra le 100 personalità più influenti a livello planetario),  è stato molto disponibile con tutti e ha appassionato la platea con i suoi innumerevoli racconti.


Ha esordito dicendo di essere veramente felice di essere tornato in Italia, il primo Paese che ha visitato sei anni fa quando ha iniziato a girare per il mondo con il suo libro. Dopo l'incontro di ieri, farà tappa oggi ad Amatrice (qui il link a una notizia di poco fa) e a Bologna (2 aprile) per incontrare i suoi lettori italiani.


Fumetti che passione
Come è diventato un fumettista e un autore? La sua passione per i fumetti è nata con Paperino, grazie alla collezione di suo padre (che aveva una raccolta degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta),


poi ha scoperto le "strisce" pubblicate nei giornali (Calvin e Hobbes e BigNate). 


Al college ha creato un fumetto con un personaggio che si chiamava Igdoof e ha deciso che, una volta laureato, avrebbe disegnato strisce di fumetti per i giornali. Sfortunatamente, però, ha provato per tre anni collezionando solo lettere di rifiuto. Nel 1998 gli è venuta l'idea di creare delle strisce di fumetti, inserendole in un libro: sarebbe stato, quindi un fumettista sui generis


L'origine di Diario di una Schiappa: una collezione di storie vissute


Ha iniziato quindi a riempire block notes e quaderni con tutte le cose divertenti che gli erano capitate da bambino e da ragazzo, e mano a mano che proseguiva, si è reso conto che scriveva e disegnava sempre più piccolo, forse per la paura di arrivare in fondo. 


Per riempire questa pagina (sopra) ha impiegato quattro mesi, per completare tutto il quaderno ci ha messo ben quattro anni!



Ecco un primo aneddoto di vita vissuta. Questa è l'immagine originale di "Diario di una Schiappa - La legge dei più grandi", quando per sbaglio i ragazzi fanno una foto della festa a cui stanno partecipando. 


Come gli è venuta questa idea? La madre della sua ragazza dei tempi del liceo una volta ha allungato la mano verso uno scaffale della libreria dove c'era la macchina fotografica e, per sbaglio, si è fatta un autoscatto!


Molte idee che sono all'interno dei suoi libri provengono, quindi, dalle sue esperienze e dalla sua vita reale, che in seguito ha rielaborato.
Un'altra cosa che gli è successa davvero è quella che compare nel primo libro. Ecco qui il video in cui ne parla (vi consiglio di vederlo, è davvero spassoso raccontato da lui stesso!)


Le storie al centro dei suoi libri sono esperienze quotidiane di vita vissuta (e ha suggerito che qualsiasi adolescente potrebbe riempire diari con le sue avventure).


Gli ci sono voluti quattro anni per completare il primo taccuino, ma per realizzare "Il diario di una Schiappa" ha lavorato altri quattro anni sulla prima bozza. Quindi sono passati otto anni dall'idea originaria prima di mostrare il libro a un editore e un altro anno prima che questi venisse pubblicato (uscito nell’aprile 2007 negli Usa, il libro è rimasto ai vertici della classifica dei libri più venduti sul New York Times per oltre un anno).


Questo è il titolo che si trova in America e in Inghilterra, mentre in Italia è stato tradotto con "Schiappa", una parola che trova molto più accattivante (in Italia il primo libro, edito nel 2008, - qui la scheda - ha vinto il premio Andersen nel 2011). In Germania, ad esempio, è stato pubblicato come "Il diario di Greg" e nonostante Kinney abbia provato a chiedere di pubblicarlo con un termine equivalente a quello di "Schiappa" gli hanno risposto che non esiste.

Pochi semplici tratti
L'autore ha raccontato come sia passato dal voler pubblicare fumetti a realizzare un personaggio dalle linee molto semplici, perché ha imparato che il fumetto è l'arte della semplificazione. Perciò, quando disegna, cerca di usare solo il numero di linee necessarie, senza eccedere. 


Per sostenere questa sua convinzione, Jeff Kinney è passato a fare una serie di dimostrazioni con la tavoletta grafica, che usa sempre per realizzare i fumetti. Secondo lui i fumetti migliori sono quelli che riescono a comunicare in pochi tratti la personalità dei personaggi, che sono riconoscibili a partire da molto poco (e ha provato a sperimentarlo con i bambini del pubblico facendo alcuni esempi): 


ecco Spongibob.

Come si costruiscono i personaggi?
Per disegnare Greg inizia sempre nello stesso modo, a partire dalla faccia che è la parte più difficile (perché bisogna fare un cerchio perfetto). In questo caso la tavoletta grafica, che consente di fare le correzioni man mano che si procede, è di grande aiuto e permette, inoltre, di riuscire a "moltiplicare" le facce con un semplice "trucchetto".  


Kinney ha mostrato come si possa riuscire a cambiare l'espressione di un fumetto con pochissimi dettagli. Ha chiesto poi ai bambini come si sente Greg in ognuna delle quattro espressioni (nella prima è triste, nella seconda felice, nella terza sta parlando, nella quarta è spaventato). 

Come si vede dal video, basta una linea piccolissima per cambiare del tutto quello che sta provando (per passare dal parlare a essere arrabbiato basta inserire una linea delle sopracciglia).


Poi, lo ha trasformato ancora, facendolo tremare di paura...


Aggiungendo qualche linea e Greg si trasforma in Rodrick, suo fratello. Quindi c'è un codice segreto - un trucco - che usa per mostrare che Greg e Rodrick sono fratelli (le orecchie, il naso, la forma della testa sono di fatto uguali).


Passando a disegnare Manny - il fratello più piccolo - si vede che ha gli stessi occhi di Greg, poi cambia parecchio, è una specie di cucciolo di alligatore con due enormi denti.
Come facciamo a capire che Manny e Greg sono fratelli solo guardandoli? Dai capelli! Manny, di fatto, è una versione in miniatura di Greg.


Jeff Kinney disegna ormai da oltre quindici anni i suoi personaggi, tanto che alcuni gli hanno chiesto se "sa disegnarli a occhi chiusi", senza guardare. Eccolo, durante la presentazione - con grande autoironia - fare una dimostrazione delle sue doti (che mito!).


Tradotto in latino!
Jeff ha raccontato che, dall'uscita del primo libro, gli sono capitate esperienze molto interessanti. Ha fatto le "cose più folli" e ha avuto modo di incontrare molti capi di stato e stelle dello sport. Ha avuto anche l'opportunità di viaggiare per il mondo. Una delle cose più emozionanti che gli sono capitate è, però, la pubblicazione di "Diario di una Schiappa" in latino (da cattolico ha ringraziato di cuore Il Castoro che ha acconsentito a tradurlo e pubblicarlo). Se volete approfondire vi consiglio di leggere quiqui alcune curiosità (sul sito della Casa editrice italiana).


La prima copia è stata recapita a Papa Francesco. Naturalmente, Kinney ha tenuto a precisare che la persona che ha consegnato il libro al pontefice non è stato lui stesso - anche se c'è una certa somiglianza - ma il traduttore, monsignor Daniel B. Gallagher (!).



Alla Casa Bianca con la famiglia Obama
Un altro incontro speciale è stato quello alla Casa Bianca in presenza di tutta la sua famiglia. Nella foto qui sopra si possono vedere, da sinistra i suoi genitori, poi Barack Obama con la sua famiglia e, a destra, lui con la moglie e i suoi due figli. Per Kinney è stato un grande privilegio poter leggere delle pagine del suo libro nel giardino della Casa Bianca. I suoi due bambini volevano stargli accanto (come si vede dalle foto sotto), anche se lui era molto nervoso, perché sono un po' "birichini".


Un'esperienza molto arricchente e per certi versi anche molto divertente, come potete ascoltare direttamente dal video (e poi, dopo averlo visto, vi consiglio di riguardare con attenzione le foto sopra!).


Insomma, quotidianamente, gli capitano sempre cose divertenti (e, aggiungo io, forse riesce sempre a trovare un lato ironico anche nelle cose quotidiane!).
Se vi fosse rimasta ancora qualche curiosità, ecco qui il video con la sua lettura alla Casa Bianca nel 2012.


Un'anteprima
Jeff Kinney ha raccontato che stanno per trarre un altro film dal suo nono libro "Portatemi a casa". E ha fatto vedere la copertina dell'undicesimo libro, che non è ancora stato pubblicato in Italia. Si è divertito molto nel farlo e, ha fatto notare che presenta una copertina simile al primo, sia per il colore rosso brillante, sia per lo zaino (che, se già nel primo sembrava pesante, in quest'ultimo lo è a tal punto da trascinare il povero Greg all'indietro). Inoltre il titolo ricorda il formaggio. Quale sarà il nuovo titolo in italiano è ancora un mistero da svelare.


Rispondendo a una domanda dal pubblico, Kinney ha spiegato che i suoi libri preferiti della serie sono il primo - per ovvi motivi - e il nono. Inoltre, ha raccontato perché ha scelto come personaggio un bambino normale, pieno di difetti (come è giusto che sia), perché esistono già tanti libri che hanno come protagonisti degli eroi. 

Una mamma lo ha ringraziato, a nome di tanti genitori, perché i suoi libri sono riusciti ad avvicinare alla lettura anche bambini che non sono lettori forti. 

Infine, Kinney, si è cimentato nella lettura - divertente - di una frase in italiano (all'inizio si era scusato perché non conosce la nostra lingua).

Un grazie a...
Se l'incontro è stato davvero bello e interessante, lo si deve sia a tutto lo staff del Castoro (non cito tutta la squadra per timore di dimenticare qualcuno) e della Feltrinelli, in primis Martina Ercoli. Una menzione speciale va, poi, all'interprete Chiara Codecà (la cui bravura avevo già "toccato con mano" alla scorsa edizione di Mare di Libri). Grazie di cuore!


Pronti via... spazio agli autografi e alle foto
Con un po' di pazienza, abbiamo fatto la fila per l'autografo (!).
Ecco in attesa anche la mia amica libraia, compagna di belle avventure, Paola Migotto.


Ed ecco il mio turno!!


Anche la traduttrice, Rossella Bernascone, ha avuto il suo piccolo momento di celebrità. Meritatissimo. Ho scoperto che è una persona meravigliosa! Qui il suo racconto dell'esperienza con il famoso diario.


Sono tornata a casa, quindi, piena di emozioni e con due autografi che i miei bambini hanno apprezzato tantissimo e che, sono sicura, lasceranno il segno.


Per approfondimenti vi consiglio di vedere i seguenti video: come disegna (qui), l'origine delle sue storie (qui e qui), un incontro con una scuola (qui), le sue scene preferite (qui), un'intervista realizzata da un bambino (qui).

PS con questo post partecipo al Venerdì del Libro, ideato da Paola Miseti, alias HomeMadeMamma qui.

2 commenti:

  1. Il tuo ricco post mi conferma che gli incontri con gli autori sono sempre molto interessanti.

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  2. ...che bella esperienza! E' sempre bello incontrare gli autori. Se ci fosse stato mio figlio tra il pubblico sarebbe andato fuori di testa!

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