giovedì 19 marzo 2015

Papà sulla luna di Adrien Albert, Babalibri


Papà sulla luna, papà, annapisapia.blogspot.it
Esce oggi, 19 marzo (festa del papà), in libreria l'albo "Papà sulla luna", scritto e illustrato da Adrien Albert, edito da Babalibri. Un bellissimo libro che parla in modo poetico e originale del distacco.
Maia ha un papà che lavora nella stazione spaziale sulla Luna. Probabilmente sente la sua mancanza, ma "con un po' di organizzazione" la mamma si è attrezzata per farli ritrovare.

Servono solo: un razzo, un'astronave e una navicella (non è facile ma si può!... volere è potere...). Scorrendo le pagine si capisce che la bimba è abituata a viaggiare in questa maniera "inconsueta". Che bello pensare alla fiducia che viene data ai bambini e alla separazione vista come una cosa piacevole, che permette di fare nuove scoperte. La mamma la lascia andare, attacca solo una cordicella (non come si potrebbe pensare per tenerla in qualche modo legata a sé) per poter riportare il razzo sulla Terra.
Nell'astronave Maia si diverte un sacco a fluttuare in assenza di gravità, specie a bere il succo di fragola che "si attacca alla punta della cannuccia senza gocciolare". Poi si sposta nella navicella per effettuare l'allunaggio e lì, sulla Luna, in mezzo a un polverone, trova ad accoglierla il suo papà.

Nella stazione spaziale Maia passa il tempo con il papà giocando, divertendosi e mangiando proprio come se fosse sulla Terra. L'autore sembra dirci che, la quotidianità è possibile - se uno vuole - anche in contesti diversi e a prima vista difficili. Ma la cosa preferita è guardare dal telescopio, non tanto per osservare gli altri pianeti, ma per vedere cosa fa la mamma. E scoprirà cosa ha trovato la mamma.

L'albo finisce in modo quasi "circolare", accompagnando Maia nel suo viaggio verso la Terra finché non riabbraccerà la sua mamma.

Mi viene spontaneo collegare questa alla storia di Richard Scarry (compresa nel libro "Tutto per aria", edito da Mondadori), intitolata "Viaggio sulla Luna" dove tre astronauti (Lou Lupastrong, Bob Bobollins e Harry Ienaldrin) insieme a Zigo Zago vanno nello spazio. Adrien Albert, come Richard Scarry, riesce al tempo stesso a fornire delle informazioni precise, con terminologia appropriata utile per insegnare ai bambini termini difficili in modo piacevole, sulle operazioni che occorrono per arrivare sulla Luna, e a consentire al bambino di viaggiare con la fantasia, dove tutto è possibile.

Al tempo stesso l'albo si può leggere come un racconto sulla separazione, dove mamma e papà sono lontani, ma la protagonista può vivere piacevolmente questa lontananza perché il ricordo dell'altro genitore c'è sempre (anche se non c'è fisicamente la memoria di lui o lei è vivida).
Lo stile di questo illustratore è riconoscibile (come l'amato Richard Scarry) tanto che appena l'ho fatto vedere Marco (7 anni e mezzo) ha risposto subito "Ma è quello di Al fuoco al fuoco". In effetti, anche questo altro albo a casa nostra è stato apprezzato subito e diventato uno dei "tormentoni" della scorsa estate.

Nessun commento:

Posta un commento

Se ti è piaciuto questo articolo e pensi sia utile condividilo con i tuoi amici. Grazie!