martedì 22 maggio 2018

Festa finale Xanadu - Scuole medie: incontro con Davide Morosinotto e Wu Ming 4



Oggi 22 maggio presso l'auditorium Biagi della Biblioteca SalaBorsa a Bologna si è concluso il concorso sui libri nell'ambito del progetto Xanadu Comunità di Lettori Ostinati (qui), dedicato agli studenti del primo ciclo delle scuole secondarie (domani il secondo ciclo), organizzato da Hamelin (qui). Ospiti erano Davide Morosinotto - premio Andersen lo scorso anno con il suo “Il Rinomato Catalogo Walker & Dawn (Mondadori, qui)” (qui- con la simpatia e l'ironia che lo caratterizzano, e Wu Ming 4 (Federico) autore de “Il piccolo regno” (Bompiani, qui), personaggio all'apparenza misteriosa ma davvero empatico e coinvolgente. Entrambi gli autori non si sono risparmiati a rispondere alle numerosissime domande dei ragazzi e delle ragazze provenienti da varie parti d'Italia in un clima di gioia e silenzioso rispetto.

Entrambi hanno un modo di lavorare singolare, che mi ha particolarmente intrigato. Inoltre hanno spiegato di come nei due romanzi amino particolarmente le figure femminili presenti (e questo non può che fare piacere!). Su domanda di Simone Piccinini, di Hamelin, entrambi hanno commentato come mai abbiano introdotto il tema della morte: Federico perché per lui è un tema collegato a quello della crescita, Davide perché è una componente della vita di cui non si può non tenere conto.

Da sinistra Simone Piccinini, associazione Hamelin, e Davide Morosinotto.
Davide Morosinotto (qui) ha spiegato alla platea che, pur vivendo nei dintorni di Bologna, "lavora a Londra", grazie a una rete di persone con cui si confronta in diversi modi, dalle singole idee per un libro a consigli bibliografici o editoriali. Oltre a essere un romanziere ha scritto anche per i videogiochi e per la televisione e quindi “mastica” la scrittura da diversi punti di vista, oltre a essere un lettore appassionato, compie sempre accurate ricerche prima di iniziare un romanzo e, se riesce ed è funzionale, anche sul campo, dove ambienta i suoi libri.


L'idea per Il Rinomato catalogo Walker & Dawn è venuta fuori da una sua iniziale curiosità sull'origine dei cataloghi da corrispondenza e in particolare, dal Sears Roebuck Catalog, del 1904. Da qui l'idea di ambientare la storia in quella particolare data (in effetti guardando il catalogo originale è difficile non innamorarsi delle immagini).



La sfolgorante Luce di due stelle rosse” (Mondadori, qui), è invece ambientato a Leningrado. Lo spunto è nato da un videogioco e da un libro “La città dei ladri” (qui). Da lì si è interessato a quello che è successo nel 1941, quando quasi due milioni di persone sono state uccise e l'unico modo per far scampare i bambini ai Nazisti, era quelli di mandarli via sui sui treni. Durante le sue ricerche, ha scoperto che uno dei treni su cui tanti bambini sono saliti è stato bombardato e non si è salvato nessuno. Ha quindi pensato che sarebbe stato interessante creare una storia in cui qualcuno riuscisse a salvarsi.


Per quanto riguarda “La legge della giungla” (qui) Davide si è ispirato a "La vita di Pi" (qui), che gli ha regalato "suggestioni sognanti" e la giusta atmosfera, alle favole europee dei Fratelli Grimm (qui), alle storie raccontategli da un amico indiano conosciuto in Australia e all'opera di Joseph Rudyard Kipling (qui).

Qui l'intervista che mi ha rilasciato prima dell'incontro




Wu Ming 4 (qui),  Federico, autore italiano, da vent'anni collabora con un collettivo di scrittori (con pseudonimo cinese (qui)) scrivendo a più mani (ps sono gli autori di Cantalamappa, qui). Del resto ha spiegato che questa modalità, piuttosto rara in letteratura, è una pratica adottata nella sceneggiatura cinematografica. Alla base di questa intesa c'è la condivisione delle varie fasi della scrittura come buttare giù la trama e la scaletta, poi la suddivisione della scrittura dei capitoli. Ogni testo viene rivisto ed “editato” dai colleghi in fieri. A volte c'è disaccordo, ma Federico ritiene che sia un buon esercizio: chi non è convinto deve naturalmente proporre le sue soluzioni alternative.

Nel caso di “Il piccolo regno” ha scritto "in solitaria parte", essendo l'unico interessato a questo tipo di scrittura - forse anche per il fatto che nel frattempo è diventato padre, con un confronto diretto e quotidiano con i ragazzi, a partire dai suoi figli. I classici inglesi sono stati un riferimento prezioso (per esempio, "Il giardino segreto" di Frances Hodgson Burnett) per il suo libro.
Nonostante non si faccia fotografare – non troverete quasi nessuna immagine online – non vada in televisione, Federico non risparmia gli incontri con i lettori che ritiene fondamentali incontrare.


Classifica di Xanadu
Durante la presentazione non sono mancati momenti di suspence, perché sono stati finalmente svelati i 10 primi classificati (su 42 titoli in gara). Qui potete trovare tutti i nomi, vi segnalo solo “Il Piccolo Regno”, all'ottavo posto, “Gli ottimisti muoiono prima” di Susin Nielsen (di recente alla Biblioteca dei ragazzi di Melegnano). Vincitore è risultato il libro di Davide Morosinotto!


Suggerimenti dagli autori per l'estate
Infine, su richiesta dell'associazione Hamelin, i due autori hanno dato i loro consigli, anche in base ai gusti di quando erano ragazzini.

Davide: libro "It" di Stephen King, film "WarGames", CD "Black album" dei Metallica (qui).

Federico: libro Un sacchetto di biglie di Joseph Joffo (storia vera ambientata durante l'occupazione nazista della Francia); film "Stand by me" (qui), ispirato al libro di Stephen King "The body"; musica David Bowie "Life on Mars?" (qui).

Chissà che altra giornata speciale per i ragazzi delle superiori che andranno a festeggiare con Hamelinl

lunedì 14 maggio 2018

#SalTo18: cronache dal Salone Internazionale del Libro di Torino


Lunedì affollato al Salone Internazionale del Libro di Torino (qui), piacevolmente invaso da tantissime scuole di ogni ordine e grado che popolano gli stand e gli spazi incontri/laboratori. Una bellissima atmosfera di respira anche tra gli addetti ai lavori che oggi chiuderanno i battenti per tornare a casa dopo diverse giornate intense di lavoro.


Il primo incontro a cui ho avuto il piacere di partecipare è stato il progetto realizzato insieme al Garante Autorità per l'infanzia e l'adolescenza Filomena Albano (qui), oggi a colloquio con Carlo Ludomastro Carzan e con i bambini che hanno partecipato al progetto per parlare della Convenzione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata dall’Italia con legge n. 176 del 27 maggio 1991 (qui).
Un progetto a cura del Garante Infanzia e Adolescenza, dell'Associazione così per gioco e di Edizioni Piemme, che ha realizzato un numero speciale del roditore più famoso del mondo, Geronimo Stilton (qui e qui la notizia). Un progetto che ha visto coinvolti cinquemila bambini in tutta Italia. Da mamma e da cittadina mi auguro che prosegua anche il prossimo anno. Durante il colloquio sono emersi tanti bisogni e diritti dei bambini: in primis quello di essere ascoltati dagli adulti, poi anche di passare più tempo con i loro genitori o di giocare.

Dall'incontro mi porto a casa qualcosa di fondamentale: far valere i propri diritti rivolgendosi anche al proprio Garante. A Milano per esempio (qui la notizia) "da gennaio 2016 il Comune ha un Garante dei diritti per l’infanzia e l'adolescenza - Anna Maria Caruso che rimarrà in carica cinque anni ed opera a titolo gratuito - con la funzione di favorire il rispetto dei diritti dei bambini e ragazzi della nostra città, riconosciuta nel 2016 dall'Unicef "Città amica delle bambine e dei bambini".


Ecco la voce dei tre mitici Carlo Ludomastro Carzan, Sonia Scalco e Andrea Vico che hanno portato in giro per le scuole il progetto


Allo Spazio Nati per Leggere ho incontrato Elisa Mazzoli e Marianna Balducci autrici di "Il viaggio di piedinoBacchilega Junior (qui) vincitrici del premio Nati per Leggere (qui) nella categoria 6/18 mesi per "una prova riuscita di far convivere due linguaggi visivi differenti, in questo dialogo la parte fotografica risulta la più convincente"


Per la sezione Crescere con i Libri, il titolo vincitore è Non voglio traslocare! di Stephanie Blake, edito da Babalibri (2017), scelto e votato dai piccoli lettori e dai loro genitori su un tema specifico: il tema dell’edizione 2018 è “Un posto per crescere: la tana e la casa”. Ho fatto un giro allo Stand, al padiglione 2 e vi presento una panoramica delle novità e tutte le meraviglie a disposizione. C'è solo l'imbarazzo della scelta.


Per gli amici naturalisti e biologi, uno spaccato dei libri editi da Blu Edizioni (qui), editore torinese, che presenta le novità e una panoramica dei libri pubblicati (guide naturalistiche, guide di viaggi, guide su animali).


E infine, una visita a Davide Rossi, del Gruppo Il Castello Editore che raduna diversi marchi (Arka, Chiara, Clavis, IdeeAli, la Margherita, Tourbillon Lemniscaat ... qui) che ci parla di alcuni albi meravigliosi (“La sirenetta” è stata recensita su Andersen da Walter Fochesato).

Ora vagherò ancora per gli stand a ritrovare amici editori, bibliotecari, illustratori... Spero di avervi fatto partecipare un po' con questo post alle emozioni provate oggi.


PS mi sono fatta anche raccontare dei campus che organizza Andrea Vico... se non siete ancora organizzati per l'estate, fateci un pensiero.

mercoledì 9 maggio 2018

"• D • Notturni, piraterie e allunaggi. Mostra di illustrazioni di Gianni De Conno" e "Vita" di Tamara Ferioli: due esposizioni da non perdere a Milano




Se volete farvi un regalo in queste giornate lunghe primaverili, vi consiglio due mostre imperdibili a Milano.



La prima è stata inaugurata ieri • D • Notturni, piraterie e allunaggi. Mostra di illustrazioni di Gianni De Conno, un omaggio al celebre illustratore prematuramente scomparso lo scorso anno, che regala un bellissimo spaccato della sua storia e della sua vita. Sarà anche l'occasione per chi non l'ha ancora fatto di visitare Il Laboratorio Formentini per l'Editoria (qui), in zona Brera, scoprendo un angolo discreto ma incredibile di questa città.

Ieri all'inaugurazione. Da sinistra Emanuela Bussolati, Ivan Canu, Roberto Piumini, Patrizia Zerbi





Il progetto, ideato da Ivan Canu, direttore di Mimaster Illustrazione, Costanza De Conno, Patrizia Zerbi, editore di Carthusia edizioni e Fabio Toninelli, Associazione Tapirulan, ripercorre la carriera di un autore tra i più importanti degli ultimi decenni dell'illustrazione italiana.

La mostra è accompagnata da un catalogo curato da Ivan Canu, Patrizia Zerbi e Fabio Toninelli, pubblicato da Carthusia in collaborazione con l'Associazione Tapirulan. Ogni opera è accompagnata dal commento e dal ricordo di amici, collaboratori ed editori che hanno seguito Gianni De Conno nella sua produzione. Dell'ultimo bellissimo albo di De Conno ho parlato qui.

Info pratiche
Laboratorio Formentini per l'editoria: via Marco Formentini 10 (MM Verde Lanza)
Dal 9 al 29 maggio 2018, visitabile dalle ore 14 alle ore 19 (lunedì-venerdì). Ingresso libero.
Sarà possibile acquistare il catalogo presso il Laboratorio Formentini per l'editoria per tutta la durata della mostra.

Per saperne di più sull'artista
Gianni De Conno nasce a Milano e divide gli anni dell'adolescenza tra il liceo artistico e gli studi musicali al conservatorio. Si specializza in cinema d'animazione e scenografia presso la Scuola del Cinema di Milano. Al lavoro di scenografo affianca successivamente quello di illustratore, prima lavorando per la pubblicità e successivamente per riviste, periodici e libri sia per adulti che per ragazzi. All'inizio degli anni '90 escono i suoi primi libri illustrati, e in breve tempo diventa un punto di riferimento per l'editoria italiana e internazionale. Tra i suoi tanti editori ricordiamo Bayard, Black Cat, Bohem Press, Carthusia, Casterman, Computer World Magazine, De Agostini, Fabbri RCS, Fatatrac, Gallimard, Giunti, Grimm Press, Finmeccanica, Hachette, Hermes Paris, Interlinea, Yale University Magazine, Lapis, Lorenzo Marini & Associati, Milan, Premio Bancarella, Prìncipi & Princìpi, Purple Bear Books NY, Random House NY, Salani, Sterling Publishing NY, Vicen Vives. 

http://www.giannideconno-illustrator.com/Deco/home.htmlhttps://www.facebook.com/giannideconnoillustrator/

Tamara Ferioli fotografata da Marco Mignani

VITA
Presso la Galleria Officine dell'Immagine (qui) sarà invece possibile visitare Vita di Tamara Ferioli: una giovane artista amante della natura che "se la porta dentro" e che ti porta dentro la natura. Un'artista che lavora con meticolosità e maestria, con pazienza certosina (per realizzare un quadro impiega anche più di un mese).



Fiori realizzati con ossa di pesce. Foto di Marco Mignani www.marcomignani.com
Io potrei rimanere ore a osservare i fiori - uno diverso dall'altro - realizzati con le ossa di pesce selvatico pescato nell'Atlantico (avete capito bene!) 


Alcuni dettagli delle opere per dare solo l'idea del lavoro...

o a scoprire i dettagli delle sovrapposizioni delle carte veline accompagnate da creature marine disegnate una a una.



La mostra, a cura di Fabio Carnaghi presenta la recente ricerca dell’artista che sperimenta nuovi approcci alla sua peculiare pratica di disegno. Il titolo Vita deriva dall’omofonia e dall’omografia del verbo islandese, che significa sapere, e il termine italiano: la natura con le sue architetture spontanee e i suoi paesaggi generativi si esprime in un incontro di elementi che attraversano tutte le opere in mostra. Mediante un percorso contenutistico e formale, Ferioli esplora come una terra incognita una natura sapiens, totalizzante ed estrema, che propaga il tempo ciclico dell’esistenza in un flusso cosmico e magmatico.
Mimetismo, conservazione, proliferazione, sopravvivenza e rigenerazione sono temi di cui il disegno traccia legami eterei, annullando ogni gerarchia tassonomica. Animale e vegetale trasmutano in composizioni alchemiche contribuendo a svelare un dinamismo tellurico, fertile di un arcano soffio vitale.


Info Pratiche
Gallleria Officine dell'Immagine, via Carlo Vittadini 11 (tram 9) | Tel. 39 02 91638758
In mostra fino al 20 maggio. Ingresso libero
Orari: martedì - sabato: 11-19; lunedì e festivi su appuntamento.
Il catalogo è disponibile presso la Galleria.


Per saperne di più sull'artista
Tamara Ferioli è nata nel 1982 a Legnano (Milano). Vive e lavora a Milano. Dopo aver studiato all'Ecole des Beaux Arts de Lyon, si diploma presso il dipartimento di Pittura dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Ha esposto le sue opere in vari musei e gallerie private in Italia e in Europa.
Io ne ho parlato qui.

www.tamaraferioli.com
facebook.com/Tamara.Ferioli
instagram.com/tamara.ferioli/
twitter.com/TamaraFerioli
ferioli-love-iceland.tumblr.com/

venerdì 4 maggio 2018

"Dalla testa ai piedi" di Andrea Valente e Gek Tessaro, Editoriale Scienza



Se siete in cerca di un libro ironico, simpatico, curioso, preciso e accattivante per studiare il corpo umano, "Dalla testa ai piedi" di Andrea Valente e Gek Tessaro, Editoriale Scienza (qui la scheda) è il libro che fa per voi.


Testi brevi ma divertenti, senza essere pedanti, ricchi di informazioni per conoscere la terminologia corretta legata alle parti del nostro corpo.



Le illustrazioni di Gek Tessaro sono molto dettagliate e con il suo stile affascinante fatto di collage e colori contrastanti.

Insomma, lontano anni luce dai noiosi sussidiari scolastici, questo è il libro che può avvicinare bambini curiosi - vi dico solo che il mio settenne si vede e si rivede "Noi siamo fatti così" e questo libro lo ha conquistato - senza far passare la voglia di imparare. Di questi tempi una rarità. Come ha detto del resto Franco Lorenzoni al convegno di qualche tempo fa in Bicocca (ne ho parlato qui) chi pensa che il libro di testo sia il programma scolastico non ha ben presente le indicazioni nazionali. Quindi, quando i vostri figli hanno una ricerca o devono studiare e lo fanno controvoglia, perché non proporre alternative che possano affascinarli senza tediarli?
Qui si parla di cuore come "motore del corpo", che "pompa e stantuffa come i pistoni di un'automobile". Come vedete testo semplice con analogie e paragoni alla portata dei bambini. Molto utile anche per i grandi che vogliano "ripassare".

martedì 17 aprile 2018

"I bambini hanno più da dare che da ricevere": incontro con Franco Lorenzoni all'Università Milano Bicocca



In un'aula magna stracolma, si è tenuto oggi l'incontro "I bambini hanno più da dare che da ricevere" con Franco Lorenzoni all'Università Milano Bicocca. Un incontro denso e prezioso, fatto di riflessioni ed esempi pratici: il maestro ha incantato la platea tenendo banco per oltre due ore. Ha iniziato in maniera incalzante "Attenuare - sospendere è chiedere troppo - il giudizio, e dunque il pre-giudizio, è fondamentale per entrare in relazione con gli altri. Un rapporto educativo si instaura solo se mettiamo da parte il giudizio". E ancora "I bambini ci aiutano a capire delle cose, se stiamo attenti, se li ascoltiamo. Se diamo spazio alla parola". Lorenzoni ha parlato dell'importanza di creare uno spazio vuoto, non strutturato (qui mi viene una connessione spontanea con il libro Materie intelligenti di cui ho parlato qui). Perché l'ascolto si fonda sul vuoto (altro collegamento... quando facevo yoga, il mio insegnante Marco Peduzzi parlava sempre di vuoto come" infinite possibilità"... tutto torna).


Una parola che il maestro Lorenzoni ama è "reciprocità", che viene dall'unione di due vocaboli: "recus" che significa "vado indietro" e "procus" ovvero "faccio un passo avanti"; si tratta di una piccola danza, ma perché si possa progredire bisogna fare prima un passo indietro. Gli insegnanti spesso fanno però fatica a fare un passo indietro e a creare il vuoto, occupando spesso lo spazio della parola con il potere del ruolo che detengono. In queste condizioni è difficile che i bambini possano parlare con gli altri che stanno zitti ad ascoltare.

Ha ripreso dunque la "pedagogia dell'ascolto", un tema caro a MCE (Movimento di cooperazione educativa, qui): insegnare ed educare in un contesto in cui si conferisce dignità alla parola di tutti. Nessuno escluso.
"Non si può educare se non si ha una grande visione": in effetti la nostra Costituzione contiene una grande visione del mondo. Purtroppo ci sono molti ostacoli (sociali, economici...) che impediscono il pieno sviluppo di una persona, e dunque ne limitano la libertà.

Calvino diceva "Le fiabe sono un catalogo dei destini" e Piero Calamandrei (qui e qui) aggiungeva "La scuola serve a capire il destino", anzi per lui era "incubatrice di vocazione".

Lorenzoni ha proseguito citando le indicazioni nazionali (qui i punti essenziali) che parlano di una scuola per tutti.

Donald Winnicott (qui) diceva "Nessuno si accorge che i bambini hanno più bisogno di dare che di ricevere", ovvero quando un bambino scopre qualcosa ha bisogno di comunicarlo a qualcuno che lo ascolti; questa tensione se non trova ascolto è una piccola ferita che resta (oggi lo dicono anche i neuroscienziati: il nostro cervello registra queste "ferite"). Occorre dunque fare in modo che quelle ferite si cicatrizzino, che non ci sia accanto una persona giudicante. Questo è alla base della psicologia aperta, euristica (da eurisko, che in greco significa trovare, qui).

Il dialogo è la modalità generativa, quindi bisogna insegnare poco perché i bambini imparino molto. Invece a scuola avviene spesso il contrario e, per esempio, si relega il disegno a quando i bambini sono stanchi. Ma il disegno è frutto di un'elaborazione, di un pensiero.

Ogni bambino ha i suoi talenti: c'è chi scrive, chi disegna, chi si muove bene; la molteplicità di linguaggi è il primo territorio di inclusione. Se stiamo lavorando per dare dignità ai bambini, dobbiamo ascoltarli e dare loro l'opportunità di scoprire il proprio linguaggio, quindi, dobbiamo fare meno cose.

Lorenzoni ha poi raccontato un aneddoto, quando ha iniziato a lavorare con i bambini sui problemi è partito da una domanda: "cos'è un problema?" Un alunno gli ha risposto: "ci sono i problemi nostri e quelli del quaderno". "Se la scuola è "il problema del quaderno" allora abbiamo perso" ha riflettuto. Perché occorre trovare connessioni tra la realtà e la scuola.

Malala, premio Nobel per la Pace, (qui) ha detto che "i libri e le penne sono le armi più potenti per cambiare il mondo". La cultura è dunque pericolosa e bisogna battersi per essa.

La comunità, d'altro canto, è un luogo dove le persone si stupiscono reciprocamente, afferma Lorenzoni (questa è una sua definizione, ndr). Questo, per non "ossificare" il pre-giudizio e rinforzare le aspettative che abbiamo su una persona.

Le domande stanno a cuore ai bambini: per esempio, "perché uno ha cominciato a suonare? perché qualcuno ha iniziato a dipingere?" Parlare con loro della prima volta è straordinario. Far scoprire loro la meraviglia e la bellezza del linguaggio.

Lorenzoni, per esempio, chiede ai bambini spesso all'inizio del ciclo della scuola primaria "dove si nasconde la matematica?" e pian piano loro scrivono una frase e danno le loro risposte. Una bambina ha spiegato che matematica in arabo significa ginnastica (!). Lavorare con una maggiore ricchezza culturale arricchisce. Del resto, la contaminazione è ricchezza.

Bisogna lavorare sul linguaggio perché questo sia all'altezza delle emozioni e dei pensieri che i bambini hanno. Il linguaggio è, dunque, uno strumento potentissimo. I bambini vanno appassionati al linguaggio e all'idea che il linguaggio spieghi il mondo (allontanandosi dalle semplificazioni).


Due esempi di interdisciplinarietà, partendo dalle domande

Del resto - se un insegnante lo sta ad ascoltare - ogni bambino aiuta a pensare (qui Lorenzoni ha fatto vedere bellissimi video in cui ha mostrato il lavoro prodotto con i suoi bambini sull'arte e sulla matematica, in connessione con l'astronomia... un lavoro che hanno chiamato "astrometria"... di fatto ha lavorato per mesi per collegare le fasi della luna alle competenze geometriche, in particolare, gli angoli, dando valore anche alle ipotesi sbagliate, supportate da idee di grandi pensatori).

Lorenzoni ha poi spiegato come la cultura sia sempre frutto di una relazione. "Un libro vale perché viene letto e se c'è qualcuno che lo legge ad alta voce al tempo stesso si possono scoprire al tempo stesso non solo l'oggetto culturale ma qualcosa di te stesso o di qualcun altro. Insieme, in classe, si costruisce a cultura."

Per finire, Lorenzoni ha raccontato la sua tenace battaglia per lo #iussoli, a partire anche dall'arrivo di 15 rifugiati a Giove (il paese umbro dove lavora), citando Primo Levi e Don Milani.

Rispondendo a una delle tante domande poste dalla platea, ha sottolineato di come sia importante andare oltre il libro di testo, che non è il programma, come pensano molti insegnanti.

In attesa di rivedere il video di questo incontro davvero prezioso, per cui non ringrazierò mai abbastanza Monica Guerra, spero che questi appunti ne abbiano restituito il senso.
Concludo con il suo prezioso intervento.


lunedì 16 aprile 2018

"L'erba magica di Tu Youyou" di Xu Lu e Alice Coppini, Editoriale Scienza


Sono rimasta subito affascinata da "L'erba magica di Tu Youyou" di Xu Lu - un autore per ragazzi molto noto nel Paese del Sol Levante - e Alice Coppini (giovane illustratrice italiana), edito da Editoriale Scienza (qui la scheda) per festeggiare i primi 25 anni della casa editrice triestina e portare alla passata Fiera di Bologna (#BCBF18) un libro dedicato alla Cina, Paese ospite di quest'anno.


Il libro cattura subito dalle prime pagine e seguiamo la protagonista incuriosita da un vecchio con un cesto di erbe tra cui spicca un ramo carico di frutti rossi. Con la scusa di assaggiare le bacche di biancospino cinese, dolci e aspre al tempo stesso, la bambina segue il vecchio e scopre che quel signore anziano raccoglie erbe medicinali per curare le persone.


Inizia così la storia di Tu Youyou, un medico donna che ha coltivato sin da piccola la sua grande passione per le piante medicinali e che ha avuto il merito di salvare negli anni Sessanta/Settanta del Ventesimo secolo più di un milione di persone colpite dalla malaria.


Si deve infatti alla sua tenacia la ricerca di una pianta per combattere questa pericolosissima malattia, l'Artemisia annua, e la creazione di cristalli di artemisina nel 1972, grazie alla quale si è potuto realizzare la prima medicina antimalarica efficace, per esempio, anche sulle donne in dolce attesa (a differenza del chinino).

Grazie a questo prezioso e attento lavoro, nel 2015 Tu Youyou è stata premiata con il Nobel per la Medicina e la Fisiologia.
Questo albo illustrato ripercorre come un lieve romanzo le tappe più significative della storia di questa umile donna, che dovrebbe essere portata a esempio per la sua passione, tenacia e determinazione.

Se avete voglia di approfondire trovate: qui,  e qui dei video, qui il suo discorso per il Nobel.

giovedì 22 marzo 2018

Giornata mondiale dell'acqua e "D'acquà a là" di Emiliano Ponzi, Gribaudo


Oggi 22 marzo, nella giornata mondiale dell'acqua, non potevo non proporvi un albo dedicato a questa sostanza preziosa: si tratta di "D'acquà a là Un viaggio nella parte blu del Pianeta", ideato da Dario Villa e Laura Trovalusci con illustrazioni di Emiliano Ponzi, edito da Gribaudo in collaborazione con Ferrarelle (qui la scheda). Un albo senza parole, un po' particolare, perché alcune parole le ha. Un libro "interattivo", perché è dotato di un pennarello azzurro con cui si invitano i bambini a colorare le parti bianche (qui un video da guardare, ma da non far vedere ai se glielo regalerete, perché devono scoprire da soli cosa succede...). Un libro speciale perché fa riflettere sullo spreco d'acqua e su come questa sostanza non sia distribuita in maniera uguale in tutte le parti del mondo. Nella parte finale ci sono anche alcuni numeri che possono dare un'idea di quanto questo sia un bene essenziale, senza il quale non potremmo vivere (del resto anche noi siamo fatti per gran parte di acqua).
Le illustrazioni molto semplici ma anche molto immediate lasciano spazio a pensieri, domande e racconti.



L'incontro in Feltrinelli
Oggi ho avuto la fortuna di presentare questo albo alla Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano a una classe di bambini dell'ultimo ciclo della scuola d'infanzia e, osservando le illustrazioni, sono venuti fuori alcuni racconti interessanti.

Ad esempio, abbiamo notato come la bambina che si sta lavando i denti sta lasciando aperto il rubinetto.


Voltando pagina: "Ha lasciato aperta l'acqua!" hanno gridato, ancora, pensando alla bambina dell'immagine precedente! Poi una bambina ha associato le due immagini sopra raccontando "Quella signora era andata ad annaffiare ma aveva lasciato il rubinetto aperto perché stava lavando le piante". Un compagno ha osservato che se diamo troppa acqua ai fiori muoiono. Un'altra ha notato che con il rubinetto aperto l'acqua prima o poi finisce.

Le pagine scorrono e invitano a soffermarsi su contesti diversificati, per allargare gli orizzonti.


Questa doppia pagina è particolarmente significativa perché pone un forte contrasto tra un animale domestico, che viene lavato in una tinozza senza aver cura dell'acqua che fuoriesce dalla pompa, e un animale selvatico. Accanto si vede, infatti, uno gnu che si abbevera in una delle poche pozze rimaste nella savana. Il terreno è così secco da essersi crepato. Si può approfittare per parlare del ciclo dell'acqua e del periodo delle piogge monsoniche... insomma ci sono tanti spunti per affrontare discorsi diversi... Qui un altro video interessante da vedere.

I bambini hanno anche raccontato a loro modo cos'è l'inquinamento "è quando butti una cosa per terra e non la raccogli più": da lì abbiamo parlato del mare "le barche inquinano con il fumo... e le sigarette!" (qui c'è un video realizzato da un subacqueo nel mare di Bali) e dei fiumi e dei laghi.
Infine, abbiamo provato a cercare una parola che definisse l'acqua: quella che mi ha emozionato di più è stata "è come un diamante".



L'acchiappagocce
Cristina Zeppini (una delle tre ABC, insieme a me e Barbara Archetti) ha avuto la bellissima idea di realizzare un laboratorio costruendo un acchiappagocce. Preparando i materiali - vi ripropongo il post su Materie intelligenti di cui ho parlato qui - ci siamo soffermati su quelli che potessero esprimere la leggerezza, la lucentezza, la delicatezza. Ogni bambino dopo averli toccati, ha scelto quelli che preferiva e, come sempre, rimango incantata da quello che hanno realizzato, di cui vi propongo una selezione.













Acqua in Italia: alcuni dati del CNR
Concludo, approfittando per dare uno spazio al CNR, visto che proprio oggi sono arrivati dei dati interessanti, che riprendo dal comunicato stampa. L’edizione 2018 della Giornata mondiale dell’acqua che si celebra oggi è dedicata al tema “Nature for Water” e vuole focalizzare l’attenzione sulle soluzioni naturali per conservare, riutilizzare e tutelare le risorse idriche, riducendo il rischio di inondazioni, siccità e inquinamento.
Il destino dell'uomo è intrinsecamente correlato alla disponibilità idrica e dunque un'adeguata gestione interessa tutti. Non esiste una soluzione universale, ma una serie di strumenti con cui contribuire alla ricerca di un equilibrio sostenibile tra domanda e offerta” spiega Vito Uricchio, direttore CNR-IRSA (Istituto di Ricerca delle Acque).
In Italia disponiamo di 7.494 corpi idrici fluviali, 347 lacustri, 534 grandi invasi dei quali 89 non hanno mai funzionato e oltre 8.000 piccoli invasi, insufficienti per gli attuali modelli di consumo. Il nostro pianeta ha raggiunto il primo miliardo di popolazione nel 1804, il secondo nel 1927 e da allora aumentiamo di un miliardo ogni 12-13 anni: per tali motivi nel secolo scorso il consumo globale di acqua è cresciuto del 600%. L’agricoltura utilizza dal 50 all’80% dell’acqua gestita dall’uomo.

La natura agisce attraverso cicli chiusi e non conosce rifiuti. I temi dell’economia circolare trovano nell’acqua un "archetipo" consolidato e importantissimi spazi di conoscenza e di ricerca e sviluppo: CNR–IRSA è fortemente impegnato per trasformare i prodotti di scarto in materie prime ed energia, con esperienze quali il recupero del fosforo (in via di esaurimento) dai reflui, la produzione di biogas, biometano e bioplastiche dai sottoprodotti dei fanghi di depurazione o dai rifiuti, il riutilizzo spinto delle acque reflue nel comparto agricolo, industriale e spaziale”, afferma il Direttore del CNR–IRSA. Inoltre l’incremento delle temperature deve indurre a progettare opere che limitino il rischio di alluvioni e l’evaporazione nei periodi più caldi, quali gli invasi sotterranei oggi resi possibili anche in Italia dal Decreto ravvenamento 100/2016Gli invasi sotterranei consentono la ricarica delle falde con acque di buono stato chimico, poiché favoriscono l’autodepurazione, e offrono numerosi vantaggi di sostenibilità economica e ambientale: riducono il rischio idraulico e di erosione costiera, prevengono la subsidenza, evitano l’interrimento, non prevedono significativi consumi di suolo. Si tratta, anzi, di opere che vanno oltre il ripristino della permeabilità del terreno, ostacolata dalla diffusa cementificazione, o la realizzazione di opere di contenimento che limitino la dispersione delle acque in mare. Inoltre hanno un costo di realizzazione di circa un quinto rispetto a quelli tradizionali”. 

Nell'estate 2017, la quarta più asciutta degli ultimi due secoli, le ondate di calore sono state più frequenti e più intense in 571 città europee, con un triste primato per Roma e con un incremento della siccità nell’Europa meridionale. Le analisi mostrano che 0,5 °C di temperatura media in più aumentano di quasi 2,5 volte la probabilità di eventi mortali con oltre 100 vittime per gli effetti diretti delle temperature, a prescindere da siccità, alluvioni e altri danni.