mercoledì 14 febbraio 2018

"Il signor Tigre si scatena" di Peter Brown, Il Castoro



Appena leggerete "Il signor Tigre si scatena" di Peter Brown, edito da Il Castoro (qui la scheda) vi sentirete un po' più liberi. Perché questo simpatico personaggio, vestito di tutto punto in abito elegante, papillon e cappello a cilindro incarna quella parte di noi che si sente diversa. A cui stanno "strette" le cose che per la maggior parte delle persone vanno bene così come sono.


Si stufa di compiere quelle azioni quotidiane frutto della "buona educazione" che ritiene prive di significato (del resto la tigre è l'animale selvatico per eccellenza!). Vuole sentirsi se stesso, lasciarsi andare, divertirsi.


E così di punto in bianco, un giorno al posto di camminare in piedi, prova a mettersi a quattro zampe. Un piccolo gesto che lo fa sentire molto meglio. A questo ne seguiranno molti sempre più audaci, sempre più veri, perché quando uno ha deciso di cambiare segue l'istinto.
Naturalmente un cambiamento così radicale fa fatica ad essere compreso e accettato subito e lui stesso sceglie di abbandonare la vita di sempre e andare nella foresta. Lì ormai è libero di fare qualsiasi cosa "selvatica". Per un po' è soddisfatto ma poi si rende conto che è ancora più bello riuscire a essere se stessi con i propri amici, nel posto chiamato "casa". Tornando indietro scoprirà una bella novità.

Questo albo è davvero prezioso perché lancia il messaggio che l'autenticità alla lunga paga e, non dare mai per scontato quelli che ci sembrano piccoli cambiamenti. Quindi viva viva il signor Tigre e la sua voglia di selvatichezza.

PS questo albo ha ricevuto numerosi premi e direi, meritatissimi!

PORTE APERTE AL CASTORO!
Questa recensione mi dà l'occasione di festeggiare, a mio modo, i 25 anni della Casa editrice Il Castoro, che ieri ha compiuto un quarto di secolo!
Se volete passare a salutare, ecco gli appuntamenti in programma:

In occasione di Tempo di Libri, dal 5 al 7 marzo la Casa Editrice aprirà le porte a scuole, pubblico, bibliotecari, librai, editor e a tutti coloro che vorranno passare a salutare e a brindare insieme.

Lunedì 5 marzo
Ore 13: porte aperte ai librai.
Ore 17.30-19: porte aperte ai lettori, con brindisi e shopping dei nostri libri a prezzi scontati.

Martedì 6 marzo
Ore 17.00: porte aperte agli editor delle case editrice estere, in collaborazione con Tempo di Libri.

Mercoledì 7 marzo
Ore 9,30-13: porte aperte alle scuole.
Ore 13.30: porte aperte ai bibliotecari.

In occasione di Bologna Children's Bookfair
Lunedì 26 marzo: Ore 19.00: festa con autori, editori e amici a ZOO, Strada maggiore 50/a.

martedì 13 febbraio 2018

Sette anni: auguri Andrea!



mamma vuoi il bacino magico? 
Costa tre stelline vuol dire un bacio una coccola e un abbraccio.
Aspetta si deve caricare...
Adesso vuoi un "mammoso". Vale 14 stelline. 
Le hai già. Vuoi usarle tutte?
E lo "spruzzabacini"? Vale dieci bacini.
E sai quanti bacini ti dà? 21!


La cosa più bella che mi hai chiesto ieri sera, eccitato per l'arrivo del tuo compleanno, è che il regalo che desideravi tanto è essere felice per un anno. E io mi sono "sciolta". Poi questa mattina provando a indovinare cosa c'era nel pacchetto che ti sei trovato accanto al letto, hai detto che ti piacciono i regali perché non sai cosa c'è dentro. Hai ancora lo sguardo puro di chi riesce a sorprendersi con poco.

Ti porti dietro la meraviglia per il mondo che ti circonda. Gli animali sono la tua grande passione. Con le tue piccole dita e con grande abilità catturi gechi, lucertoline, cavallette e granchi che tentano invano di nascondersi tra gli scogli...

Riesci a osservare con sguardo intenso la Natura e non a caso mi hai emozionata con la tua storia del rubino d'oro e quando abbiamo costruito insieme quello che hai definito l'Albero della vita.

Sei un romanticone - rimani colpito dalle persone che si baciano e "che sono innamorate" - e hai chiesto più volte a me e al papà di sposarci. Hai detto spesso che diventerai papà, così sarò nonna.

Illumini le mie domeniche con la tua macchina dei baci, che dispensa baci, coccole e carezze in tanti modi estrosi. Che mamma fortunata sono.

Tanti auguri mio grande inventore, con il tuo sguardo furbo che ora lascia intravvedere una fessura in alto tra i denti. Anche questo è un segnale che stai diventando più grande.

Attento e premuroso, coccolone, hai conquistato le tue insegnanti con l'inno "viva le maestre", che è diventato quasi un "mantra" per tutta la classe, e con i tuoi "fuochi d'artificio!" che segnalavano il tuo arrivo in classe, con le tue frasi "sempre puntuali" che amano tanto (mi hanno rivelato che vorrebbero "strapazzarti un po'" ma si devono contenere).

Ti piace salutare in giro per la strada anche le persone che non conosci e abbracciare con slancio gli amici.

Sei sensibile, testardo, cocciuto e ti arrabbi con facilità, ma non pensare di non essere guardato e di non essere amato, da me, dal papà - il tuo papo - e da tuo fratello che ti adora. Dai nonni, dagli zii, veri e acquisiti.

Adori disegnare e sai accostare con gusto i colori. Ami inventare storie. Ti diverti a inventare battaglie sulla carta, costruendo personaggi e facendoli lottare a colpi di pennarelli. Hai creato i tuoi rotolini di carta e mille altre invenzioni. Collezioni punte di matita e carte scintillanti.

Hai pensieri profondi che a volte lasciano a bocca aperta.

Ti senti brutto, ma sei bello dentro e fuori.

Ti piace addormentarti con il "nostro" treno dei sogni, che funziona solo quando finalmente chiudi gli occhi e si ferma ogni volta che chiacchieri... quante fermate brusche fa il nostro treno! Ti piace ritrovarci tutti i tuoi amici e compiere delle avventure contro maghi birbanti e streghe birichine. Volare tra le nuvole o immergerci nella profondità degli abissi. Quanti momenti belli passiamo insieme finché non crolli e ti contemplo addormentato, abbracciato al tuo peluche di Totoro, alla cagnolina Kira, all'opossum Poffin o al cuore della mamma.

Sono già passati sette anni da quando, una domenica mattina, sei arrivato tra noi. Non riesco a immaginare una vita senza di te. Anche se spesso litighiamo, poi facciamo sempre la pace. E se sono arrabbiata, mi lasci in giro i tuoi biglietti con scritte le tue scuse.

Auguri mio "Nocciolino" esuberante, mio "Insettajones", che la vita ti sorrida sempre.

venerdì 9 febbraio 2018

"Magritte. Questo non è un libro" di Margherita e Rosetta Loy, Gallucci


"Magritte. Questo non è un libro" di Margherita e Rosetta Loy, edito da Gallucci (qui la scheda) è un albo molto interessante per avvicinare i bambini ai quadri del grande pittore surrealista belga.

Attraverso un bellissimo racconto a opera della scrittrice Rosetta Loy e della figlia Margherita (che, non a caso non solo è scrittrice anche lei, ma ha accompagnato per anni i bambini a visitare i quadri) il lettore è condotto alla scoperta di alcune opere significative di René François Ghislain Magritte.


Attraverso la storia ci immergiamo in atmosfere oniriche, dove tutto è possibile: da un camino può uscire una locomotiva a motore, la stanza essere completamente avvolta da una grande mela verde, si possono incontrare i contrasti di una casa immersa nel buio quando il cielo è ancora azzurro e pieno di nuvole, o ancora, possono piovere uomini con la bombetta in testa (o stanno salendo?).

Alcune parole chiave sono evidenziate con caratteri particolari, per invogliare a rifletterci su o acuire lo sguardo. Un albo che invita a soffermarsi, a dare spazio ai sogni e alla magia, a gustare i quadri e le parole che li accompagnano.


Il libro è composto sia da una prefazione in cui Rosetta Loy racconta la storia dell'artista, sia da una parte finale in cui sono riproposti tutti i quadri con il nome, l'anno di realizzazione e il luogo in cui sono custoditi. Un'opera che può essere stimolante anche per gli educatori e gli insegnanti che vogliano approfondire sia sul piano dell'arte sia su quello lessicale.

In catalogo esistono altri titoli: "Pop al pomodoro" (dedicato a Andy Warhol, qui la scheda), "La cameretta di Van Gogh" (al momento non disponibile, qui la scheda), "Chagall. Autoritratto con sette dita (qui la scheda).

sabato 20 gennaio 2018

"Il buon viaggio" di Beatrice Masini e Gianni De Conno, Carthusia


Ci sono albi che vanno letti e riletti. Assaporati. Gustati. Lasciati decantare come succede con il buon vino. "Il buon viaggio" di Beatrice Masini e Gianni De Conno, edito da Carthusia (qui) è uno di questi. I due autori, con parole e immagini "potenti", ci invitano a riflettere su cosa sia fare un buon viaggio. Il viaggio come percorso da intraprendere da soli, il viaggio come metafora della vita. Perché se uno può fare molti viaggi nella vita, la vita stessa è un lungo cammino che percorriamo, avendo la fortuna di incontrare luoghi, persone, cose che ci possono invitare a restare o proseguire. A volte la strada è già decisa, a volte la si scopre man mano. Per ognuno di noi è diverso.
Ed ecco che i due autori ci accompagnano, non importa se siamo piccoli o grandi, a riflettere sul tema, cercando di ripescare nella memoria alcuni frammenti importanti della nostra vita o cogliere quello che forse abbiamo dato per scontato. Ma scontato non è.


E dunque, nella vita ben spesa, come nei viaggi che regalano emozioni, ci sono imprevisti così sorprendenti da lasciare senza fiato e rimanere nel cuore per sempre: come accade rimirando la bellissima illustrazione di De Conno, che fa "sostare" lo sguardo di fronte a un paesaggio mozzafiato al tramonto.


Durante un buon viaggio  - sia questo fisico o mentale - può capitare di essere così stanchi la sera da "cadere addormentati" o, al contrario, di avere "l'adrenalina addosso" nonostante la fatica. E cercare di fissare quanto successo nella mente, per non perdere neanche un passaggio. Ci sono giornate così "perfette", che non si vorrebbe finissero mai e di cui rimane traccia nella memoria. Ci fanno stare in pace con il mondo come succede quando contempliamo la luna piena quando è ancora bassa all'orizzonte e ci appare magnifica e luminosa.

E ancora... A chi non è capitato di sbagliare strada e arrivare proprio là dove non osava? Ci sono tante cose che ci frenano, ma per fortuna lasciandosi andare si scopre che il luogo di arrivo è proprio quello che si desiderava raggiungere nel profondo.

A volte il cammino è pieno di ostacoli, ma questi sono uno sprone a proseguire: le cose conquistate con fatica e sudore regalano soddisfazione e piacere. Una riflessione importante per le giovani generazioni, che si ritrovano fragili di fronte alle difficoltà (anche per colpa nostra).


Ognuno sceglie quando fermarsi e quando sta bene in un luogo. Quando si sta bene con se stessi e non occorre proseguire. Ma non è detto che arrivati alla fine non ci si possa sorprendere sempre. Che bell'augurio, quello di cogliere la bellezza nella quotidianità.

Un albo prezioso, che amplia gli orizzonti e sprona a guardarsi dentro. Illustrazioni che sembrano quadri che ci portano a viaggiare, immersi in paesaggi reali o immaginari, ma sempre ricchi di poesia. Un ultimo regalo di Gianni De Conno, che ci ha lasciati troppo presto e rimarrà nei nostri cuori anche grazie a questo libro. Un altro regalo di Beatrice Masini che con le sue parole semina bellezza.


Il volume si conclude, come spesso accade con Carthusia, con un invito ai bambini a fare: in questo caso costruire un diario di bordo, ripercorrendo i viaggi già compiuti o preparandosi per nuovi con una valigia piena di buoni propositi.

Dopo una lunga pausa del blog, questo libro mi sembrava il migliore augurio per ricominciare a scrivere, augurando a me stessa e a ognuno di voi di cogliere ogni giorno l'incanto che racchiude.

venerdì 24 novembre 2017

"Il mondo segreto degli insetti" di Marco di Domenico, Editoriale Scienza


Se siete alla ricerca di un libro completo e accattivante sul popolo a sei zampe, "Il mondo segreto degli insetti Una guida alla scoperta degli animali più incredibili e numerosi del Pianeta" di Marco di Domenico, pubblicato da Editoriale Scienza (qui la scheda) fa il caso vostro. Infatti, qui si può trovare rigore scientifico accanto a curiosità che non sono solo semplici "aneddoti" ma anche informazioni pratiche per riuscire a districarsi in questo mondo davvero "affollato". Su dieci specie animali, otto sono infatti rappresentate dagli insetti che, nonostante le piccole dimensioni sono i veri "dominatori della Terra". Sono rimasta stupita - e, insieme alla sottoscritta, mio figlio - nello scoprire che qualcuno abbia calcolato che il peso di tutte le formiche esistenti superi quello di tutti gli esseri umani sul pianeta (!) e, tanto per capire le proporzioni, che ci vogliono sei milioni di formiche per raggiungere il peso di un bambino di nove anni!!


Infografiche e tabelle aiutano a fare un po' di chiarezza e a darci un'idea di quante specie sono presenti non solo nel mondo ma anche in Italia. Delle 950mila specie di insetti, la parte del leone naturalmente la fanno i coleotteri con ben 360mila specie conosciute nel mondo, di cui 12.005 presenti nel nostro Paese. Tanto per capire le proporzioni, i mammiferi, di cui noi facciamo parte, sono presenti con solo 4200 specie.


Il libro è suddiviso in diversi capitoli, ognuno dedicato a farci scoprire come sono fatti, come cambiano, come volano, come si muovono, come mangiano, dove vivono e altre curiosità (come suoni, luci e colori o la parte dedicata agli insetti sociali).
Oltre alle illustrazioni scientifiche, opera dell'autore, figurano anche le illustrazioni più "leggere" di Laura Fanelli che rendono il libro accattivante e piacevole da sfogliare.


Le parti descrittive che aiutano a prendere confidenza anche con i termini "tecnici" appropriati per distinguere le specie o parti del corpo degli animali, si intercalano ad altre più discorsive in cui si scoprono un sacco di notizie interessanti. Sapevate, per esempio, che gli scarafaggi sono tra i pochi insetti a prendersi cura della propria prole? La mamma infatti porta le uova in una ooteca, una specie di astuccio attaccato all'addome e continua ad accudire e difendere i piccoli una volta nati. Oppure, vi siete mai chiesti perché le cicale cantino sempre quando è caldo? Perché esse presentano ai lati dell'addome due membrane tonde, dette "timballi", che riescono a vibrare fino a 480 volte al secondo grazie all'azione di muscoli e tendini, ma solo se la temperatura è abbastanza elevata.

Un argomento che potrebbe interessare molti di voi è quella relativa a come distinguere una vespa da un'ape (e non solo per il famoso "vitino" da vespa, ovvero in restringimento tra torace e addome... ma anche per le abitudini alimentari o per quanto riguarda la costruzione dei nidi o la struttura delle colonie).

C'è da perdersi nello scoprire alcune specie davvero singolari, come nel caso dei coleotteri delle nebbie, che vivono nel deserto del Namib, in Africa e che riescono a catturare abilmente le goccioline di acqua della condensa... e corrono a velocità impressionanti per sfuggire al calore della sabbia.
Le sorprese riguardano anche insetti per noi comuni, come le mosche: ho scoperto infatti che riescono a camminare su vetri e sul soffitto grazie alla presenza di una specie di "polpastrello" (detto ariolio) - che serve a fare presa sulle superfici lisce - e a due forti unghie, che consentono di aderire alle superfici ruvide.
Nonostante abbiano colonizzato praticamente tutti gli ambienti, gli insetti mancano nel mare e ci sono alcune ipotesi per capire perché non siano riusciti in questa "impresa".

Insomma, nonostante ci siano tantissimi libri a disposizione sugli insetti, il loro mondo è così complesso e affascinante da non stancare mai. Questo libro può essere una fonte preziosa di informazioni non solo per i semplici appassionati ma anche per studenti e, perché no, insegnanti che vogliono saperne di più.

lunedì 6 novembre 2017

"Quellilà" di Daniele Movarelli e Michele Rocchetti, Giralangolo EDT


Chi saranno mai "Quellilà" dell'albo di Daniele Movarelli e Michele Rocchetti, edito da Giralangolo EDT (qui)? In copertina, su sfondo nero, due occhi colorati scrutano. E tornano nella prima doppia pagina, al buio, fuori dalla finestra, insieme a uno spicchio di luna stranamente verde. All'interno solo il cane se ne accorge, mentre la famiglia radunata a tavola sembra non curarsene. Infatti il testo ci dice che "Quellilà erano i nostri vicini da sempre. Nessuno di Noi però li aveva mai visti. Perché loro vivevano di là. E noi di quà". Non ci è dato di sapere quale sia il muro che li separa, ma la paura è tale da superare la curiosità di conoscerli.


Una paura alimentata da maldicenze che provengono dai racconti del vecchio Marricordo, un nome che è tutto un programma, dato che quell'anziano signore non sembra essere molto in sé (se gli fai una domanda sembra perdersi nei suoi ricordi ingarbugliati): è però considerato il saggio del paese e dunque Quellilà oltre ad "avere un aspetto orribile ed essere cattivi" sono anche "pelossissimi, hanno orecchie a punta e pattini a rotelle al posto dei piedi". Il racconto si snoda tra l'incredulità e il divertimento - dei bambini a cui si legge (dato dalle risposte strampalate di Marricordo) - non foss'altro che il vecchio a un certo punto si "inventa" che abbiano voglia di attaccare e lanciare attraverso una catapulta procioni inferociti. E non è che l'inizio...


Ecco, con questo albo dai colori accesi e con le figure squadrate, si può inizialmente sorridere e poi riflettere: riflettere su quanto possano influire i pregiudizi, ovvero quanto quello che si costruisce nella nostra testa possa portarci ad andare fuori strada... a compiere cose assurde credendo di essere nel giusto piuttosto che provare ad approfondire, e a capire. Perché a ben pensare come può esistere qualcuno con i pattini a rotelle al posto dei piedi disposto a lanciare procioni o trichechi gonfiati a elio? Eppure ci rendiamo conto di come nella quotidianità basta poco per travisare, basta la "paura" per "gonfiare" situazioni fino a scatenare il panico. Il vecchio Marricordo mi fa pensare ai tanti "santoni" che oggi si trovano su internet che forniscono ricette strampalate a cui tanti si aggrappano ... un albo dunque che ha molte sfaccettature e può essere sicuramente letto a più livelli a seconda dell'età.

venerdì 3 novembre 2017

"I miei bambini hanno i superpoteri" di Carlotta Jesi, Sperling & Kupfer

"Questo libro è nato sbirciando i miei figli dallo specchietto retrovisore, 
un pomeriggio come tanti, bloccati nel traffico di Milano 
mentre giochiamo ai "dislessici famosi". 
Meglio se premi Nobel, che rafforza l'autostima"



Sono 350mila i bambini che soffrono di disturbi specifici di apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia): "I miei bambini hanno i superpoteri" (qui) di Carlotta Jesi, edito da Sperling & Kupfer è dedicato in qualche modo a loro, ai loro genitori, perché forse non sentirsi soli è il primo modo per affrontare un problema così delicato che stravolge gli equilibri di un'intera famiglia. Con un linguaggio semplice ma appassionato, pieno di emozioni e "chiaroscuri", Carlotta Jesi riesce a raccontarci come siano riusciti a "imparare e a riconoscere e a usare i superpoteri che la dislessia si porta appresso: immaginazione, intuito e creatività". Sì, perché i bambini che hanno queste difficoltà a scuola nascondono un vero e proprio potenziale che deve essere solo scoperto e valorizzato. Non c'è nulla quindi di "sbagliato", solo un modo diverso di vedere il mondo. Una grande sensibilità che se non compresa fa rimanere nel bozzolo, rinchiudere in se stessi pensando di essere inadeguati. Il che non è affatto vero.

Questa consapevolezza è un prezioso traguardo, frutto di un percorso molto lungo, pieno di ostacoli quotidiani, ansie, mortificazioni, senso di inadeguatezza che si sono risolti pian piano grazie a una grande determinazione e a un cambio di prospettive.

Perché mi è piaciuto questo libro? Perché è molto intenso e appassionato, privo di sentimentalismi, con grande lucidità ci mette subito di fronte alle difficoltà e con grande empatia ci fa vivere le angosce e le riflessioni che hanno portato a vedere la luce in fondo al tunnel. Carlotta Jesi non ci nasconde la forte frustrazione che l'ha accompagnata nel momento in cui, insieme al marito, si è resa conto di avere due figli in difficoltà: perché in gioco non è solo quello che provano i bambini ma anche il senso di "non sentirsi all'altezza" come madre, la disillusione di non sapere come aiutare. Lo sforzo di fare un passo indietro per non giudicare secondo le proprie aspettative e subire i giudizi altrui, per lasciare spazio all'ascolto. Non ci nasconde la complessità delle scelte: cercare la strada "facile" prospettata a scuola (che si rivela impreparata ad accogliere chi ha tempi e modi diversi dalla maggior parte degli alunni) o seguire l'istinto e il cammino "più tortuoso" dell'apprendimento personale indicato da una specialista, disseminato da iniezioni di fiducia e piccole assunzioni di responsabilità.

Una madre che ci parla di figli che hanno bisogno di essere guardati con stupore e meraviglia, per quello che sono. Figli che ci insegnano ogni giorno qualcosa, attraverso le risorse che tirano fuori per "cavarsela da soli". Figli che hanno bisogno di crearsi anticorpi, riempirsi di orgoglio e diventare autonomi in modo creativo, per non sentirsi come "un pezzo di corda buttato per terra".
Non nascondo di essermi commossa a leggerlo. Perché anche se i miei figli non soffrono (almeno per ora) di disturbi specifici dell'apprendimento, penso che sia importante riflettere su quanto conti lo sguardo e la fiducia che riponiamo nei nostri piccoli, qualsiasi sia la sfida quotidiana da affrontare. E so quanto sia difficile passare dalla teoria alla pratica. Quindi, anche per questo, ringrazio Carlotta per aver scritto questo libro.

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro, ideato da Paola Miseti, HomeMadeMamma (qui).