venerdì 23 settembre 2016

Zagazoo di Quentin Blake, Camelozampa editore



La storia di "Zagazoo(qui il link) di uno dei più amati illustratori inglesi, il britannico Quentin Blake (qui il suo sito), in uscita in Italia a ottobre grazie a Camelozampa nella collana Le Piume (dedicata ai picture books), è un invito ai genitori a prendere con leggerezza e buonumore il loro ruolo così impegnativo. 


George e Bella sono una coppia felice e innamorata, che si ritrova d'amore e d'accordo a svolgere insieme ogni cosa, sia durante i momenti estrosi e creativi, sia nel corso della solita routine, che spesso mette a dura prova i compagni di vita.
Tutto funziona a meraviglia, finché i due un giorno ricevono un pacco.
Ci sono mille modi per raccontare come arriva in una famiglia un bambino e quello del regalo è un sistema per spiegare che si tratta di un dono prezioso.


Naturalmente tutto all'inizio è solo rose e fiori. I due sono talmente rapiti dal quel piccolo esserino innocente da non notarne i difetti.
Ma a lungo andare questi diventano lampanti.
Non a caso, infatti, il bambino si chiama Zagazoo. E i lettori scopriranno presto il perché.


All'improvviso George e Bella si ritrovano davanti al posto di un tenero lattante un piccolo avvoltoio che strilla e strepita a più non posso, specialmente la notte.


Non appena sembrano essersi abituati ecco che Zagazoo cambia di nuovo aspetto, diventando un elefante ingombrante e ingordo.

Insomma, l'autore incalza con una trovata più geniale dell'altra, che incolla il lettore alle pagine dell'albo, impaziente di scoprire in quale animale si trasformerà il bambino e, soprattutto, cosa combinerà il giorno successivo.


Tutto prosegue di male in peggio finché Zagazoo non diventa un vero e proprio mostro. Ma quando i genitori - che hanno sempre mantenuto sempre un certo "aplomb" anglosassone - sembrano gettare la spugna, ecco che l'autore ci riserva altri colpi di scena.
Naturalmente la storia non finisce qui, ma raccontarla tutta sarebbe un vero peccato. L'unico consiglio è andare in libreria non appena l'albo illustrato sarà disponibile. Manca poco ormai... tenete duro e tenete d'occhio le uscite!

Questo testo ironico ed esilarante aiuta a mio parere soprattutto i genitori a stemperare le difficoltà che si incontrano con la crescita dei figli. Mi sono ritrovata molto in queste trasformazioni che accadono davanti ai tuoi occhi e ti lasciano perplessa (certo non tutti reagiscono come George e Bella riuscendo a mantenere la calma in ogni situazione), ma l'invito dell'autore è proprio questo: prendere ogni cosa che accade con filosofia; perché sicuramente, anche se ci sentiamo annichiliti dagli eventi, non stiamo crescendo dei mostri ma degli esseri umani che riescono sempre a sorprenderci.

Con questa e altre novità in catalogo la casa editrice festeggia il suo quinto anno di vita, anche con un apposito hashtag (#5annicamelozampa).

Gaetano e Zolletta, di Silvia Vecchini e Sualzo, Bao publishing


Alzi la mano chi non si è innamorato follemente di Gaetano e Zolletta! Penso in molti, dato che Silvia Vecchini e Antonio Vincenzi (in arte Sualzo) hanno pubblicato con Bao publishing nella collana Bao-bao "Gaetano e Zolletta - un posto perfetto" (qui) e "Gaetano e Zolletta - la supersorpresa" (qui). Naturalmente gli amanti di questi due personaggi sperano che la saga continui (e i due autori sembrano pieni di idee quindi incrociamo le dita), perché le loro avventure non sono solo esilaranti e ricche di colpi di scena, ma al tempo stesso talmente struggenti da farti venire una tenerezza infinita e desiderare di coccolare i tuoi cuccioli ancora di più. E loro - i cuccioli - non sono da meno, continuando a chiedere di leggere e rileggere all'infinito le due storie, tanto da averle imparate a memoria.
Almeno per i miei figli è stato così. E io ho inseguito gli autori alla Fiera di Bologna per rendere ancora più speciale la loro copia!



Gaetano e Zolletta - un posto perfetto
Gaetano è un padre speciale, anche se si sente inadeguato, e fa di tutto per essere all'altezza del suo ruolo e riuscire a sorprendere in ogni modo il figlio. Dal lato suo Zolletta, come tutti i piccoli, sembra scontento di quello che ottiene e desidera sempre qualcosa in più.
In una corsa contro il tempo, Gaetano riuscirà a stupire sempre di più Zolletta con nuove invenzioni e strategie per renderlo felice.

Quello che colpisce nella storia, un fumetto adatto sia ai bambini che non sanno ancora leggere sia a quelli che stanno per farlo o lo sono appassionati lettori, è il rapporto padre-figlio, e il tempo che i due si regalano per stare insieme. Nel corso delle avventure che compiono, la complicità tra Gaetano e Zolletta aumenta, le parole dette o non dette, gli sguardi, i paesaggi che incontrano e l'impegno che mettono ogni volta li ricompenseranno di tutte le fatiche compiute.
E alla fine Gaetano sarà pienamente appagato dalle parole bellissime che escono dal profondo del cuore di Zolletta.


Certo, prima di arrivare a tutto questo, di cose Gaetano se ne inventerà. E dire che aveva programmato una tranquilla giornata di pesca - pescare è un'attività che a volte eccita molto i bambini - ma Zolletta si annoia (perché i pesci scappano! si sa, i bambini di oggi non riescono ad aspettare, vorrebbero tutto e subito e non sono abituati a vivere la frustrazione) e racconta che il suo amico Isaia va "in un posto speciale".
"Dove?" chiede Gaetano.
"Al mare" risponde Zolletta.

Naturalmente dove si trovano i due? Al mare, ma non è certo lo stesso mare ... perché "lui va a vedere le balene" (sembra sempre speciale qualcosa che si immagina e si desidera senza averla ancora provata e soprattutto il pensare che qualcun altro lo stia facendo).

Gaetano inizia a "seguire/inseguire" i desideri del figlio, e dopo aver cavalcato un capodoglio, si calzano sulla testa un sombrero e vagano nel deserto assolato, ma poi Zolletta se ne esce che "Il papà di Milo lo porta sui ghiacci" e subito Gaetano inforca la bici e pedala, pedala, pedala finché non gli resta più fiato, poi ... camminano camminano camminano aiutandosi con il bastone e ancora lo prende sulle spalle... Sualzo attraverso le vignette, ci fa vivere il tempo che richiede la montagna, che ci invita a pause e riprese, seguendo il ritmo del corpo e dimenticandosi della fretta.


Come sanno tutti quelli che sono arrivati in cima, il paesaggio mozzafiato ricompensa di tutte le fatiche.

Ma questo a Zolletta non basta ancora ... e alla fine Gaetano decide di portarlo in un posto davvero speciale e unico. Ci mette tutto il suo impegno (questa è una delle vignette che preferisco) per trasformare la roulotte in un razzo.
Basterà tutto questo sforzo? Chi leggerà saprà...



Gaetano e Zolletta - la supersorpresa
Qual è il giorno preferito dai bambini? Quello del proprio compleanno! L'ansia cresce di giorno in giorno, le attese sono grandi e di solito si svegliano prima del previsto per iniziare a vivere questa giornata indimenticabile.
Gaetano non fa a tempo ad aprire gli occhi che il suo cucciolo gli zompa sul letto ed è già pronto a fare i biscotti.


Come nel libro precedente l'attesa non è il suo forte (avete presente quando siete appena saliti in macchina e vostro figlio ogni due minuti vi chiede in tono monocorde "siamo arrivati?") quindi Gaetano gli fa compiere altre attività in attesa che siano cotti.


Qui inizia la parte divertente: mentre Gaetano ha programmato le attività, gli spazi e i tempi fino al minimo dettaglio, Zolletta gli scompagina le carte in tavola e trasforma tutto a modo suo, perciò l'angolo morbido diventa perfetto per la gara con il cuscino,

la piscina piena di acqua diventa il punto ideale dove tuffarsi dalla pista degli skate che Gaetano non ha ancora finito (e non finirà mai di montare).
Insomma, tra alcune cose che non vanno per il verso giusto e la velocità con cui i piccoli riescono a combinare guai, Gaetano avrà il suo da fare. Naturalmente l'ansia è solo sua, perché gli amichetti e il festeggiato si divertono da morire. Anche più del previsto.


Ma a fine giornata il papà avrà modo di godersi il suo cucciolo e dirgli parole speciali, che valgono più di tutte le sorprese che gli ha preparato.

Per approfondimenti vi consiglio innanzitutto di andare sul blog di Silvia Vecchini La parola magica (qui) dove l'autrice racconta come sono nati i personaggi; se ne volete sapere ancora di più, vi suggerisco di di leggere l'approfondita recensione/intervista di Gigi, il Giornale dei giovani lettori (qui) e quella di Scaffale Basso (qui).

Con questo post partecipo al venerdì del libro di HomeMadeMamma (qui).

mercoledì 21 settembre 2016

L'estate delle cicale di Janna Carioli e Sonia MariaLuce Possentini, Bacchilega Junior


Per festeggiare la fine dell'estate, con i suoi profumi e i suoni ricorrenti che ci hanno accompagnano per diversi mesi come una melodia, mi sembrava opportuno parlare di un libro che mi ha emozionato molto "L'estate delle cicale" di Janna Carioli (qui il suo sito), illustrato da Sonia MariaLuce Possentini (qui il suo blog), edito da Bacchilega Junior (qui il link).

Un albo che parla dei ritmi lenti dei bambini - quali sono quelli estivi - e di un tema molto forte, che coinvolge tutti quanti: quello della prima vera amicizia.

Sembra quasi di vederli - tale è l'intensità delle illustrazioni di Sonia MariaLuce Possentini - quei due bambini dai capelli bruni e dallo sguardo concentrato, presi dalla progettazione del loro sogno comune: una casa sull'albero. Qualcosa che ora si usa poco ma che ogni bambino, in fondo al cuore, desidererebbe avere (in realtà anche qualche adulto!). I due amici non solo l'hanno disegnata, ma si sono presi i tronchi lasciati in riva alla spiaggia durante una mareggiata invernale e l'hanno costruita da soli in cima a un ciliegio.


Da lì tutto sembra diverso, da lì tutto sembra possibile: compiere mille avventure e provare ogni giorno un gioco diverso; e cosa non da poco, essere amici per sempre. Questa promessa non avviene in un giorno qualunque, ma dopo una notte speciale, passata a dormire insieme sulla loro casa, dopo aver ascoltato i rumori della notte e aver visto le lucciole brillare nel cielo scuro.


E così prosegue l'estate, i giochi sembrano non finire mai e l'amicizia neppure: ma, come capita ogni tanto, i due litigano. Una lite qualunque, ma tale da separarli per sempre.


La casa giace sepolta nell'intrico dei rami del ciliegio, apprezzata e sfruttata al meglio da tanti piccoli abitanti del bosco, che si avvicendano di anno in anno.

Dei due ragazzi, invece, nessuna traccia "Una fitta siepe era cresciuta fra le loro case e i loro pensieri".
Non hanno più pensato alla loro amicizia. Ma la casa sull'albero, costruita con tanto ardore e affetto, ha un potere magico, tale da far avvicinare due nuovi bambini, i figli di quei due ragazzini famosi, ormai diventati genitori.

Prima viene scoperta,

poi abitata, poi i bambini si scontrano/incontrano.


La barriera che divideva le due famiglie non c'è più.
E la storia ricomincia...
Regalandoci un finale aperto, con la curiosità di sapere cosa succederà poi.

Le grandi illustrazioni, al tempo stesso realistiche ma sognanti, e il testo essenziale collegati in un unicum ci fanno a volte concentrare su dettagli, semplici ma preziosi, e a volte vagare in paesaggi aperti ma sempre lasciando spazio all'immaginazione e alla fantasia. Un libro ricco di suggestioni, capace di catturare anche gli adulti.

martedì 20 settembre 2016

"Non voglio andare a scuola" e "NONtiplicazioni" di Stephanie Blake, Babalibri



Non voglio andare a scuola e NONtiplicazioni dell'autrice Stephanie Blake, editi da Babalibri (qui e qui i due link), sono due albi divertenti e scanzonati che aiutano bambini e genitori ad affrontare il ritorno a scuola. Ne hanno già parlato in molti, ma forse per chi non li conosce ancora può essere un modo diverso per ricominciare.


Nel primo albo, adatto sia a chi ha problemi di inserimento alla scuola dell'infanzia, sia alla scuola primaria, il giovane coniglio Simone non ha - come quasi tutti i bambini - voglia di iniziare. I cambiamenti, si sa, ci terrorizzano e ognuno ha il suo modo per affrontare le paure.

Il suo unico modo è un estremo rifiuto "No, non voglio!" (le frasi spesso ripetute, sono una specie di "leitmotiv" o mantra di vari libri di questa autrice ironica, che piace tantissimo ai giovani lettori, a partire dal primo albo ormai storico "Caccapupù").
Inutile cercare di convincerlo.


Simone ha paura e lo dimostra in questa scena esilarante durante la notte che passa cercando di autoconvincersi, per poi cedere alla paura. Un loop infinito che lo tiene sveglio finché alla fine non cerca aiuto nella mamma: ma anche le sue rassicurazioni, perché per lei è sempre il suo Superconiglio capace di affrontarne di ogni, non sembrano bastare: proprio non ce la fa.


E così al mattino ricomincia l'ansia - chi ogni giorno non li ha vissuti o li vive con i propri figli? - che sale e la risposta è sempre la stessa "No, non voglio!".
Inutile cercare i trovare razionalmente un modo per tranquillizzarlo. Ognuno deve trovare in sé - certo, confortato dall'amore dei genitori - il suo modo per affrontare le proprie paure. E il modo migliore spesso è semplicemente vivere e agire.


Infatti, finalmente a scuola, Simone scopre che può fare tante cose e che non sono poi tanto male.

E cosa dirà alla mamma quando andrà a prenderlo? Ai lettori un po' di suspance e di divertimento!

Visto il grande successo di questo titolo, potete trovare l'albo sia nella sua versione cartonata, sia nella collana Bababum (link), in formato tascabile.



NONtiplicazioni affronta il tema delle tabelline, un tasto sempre "delicato" per alcuni bambini e bambine. Alla prima interrogazione in classe Simone è l'unico a sbagliare e, naturalmente, i compagni non perdono tempo a prenderlo in giro e denigrarlo.

La frustrazione è grande e quando esce da scuola non ha voglia di parlare, anzi dice convinto al papà che "la scuola non serve a un bel niente" (alzi la mano chi non se lo è sentito ripetere almeno una volta dal proprio figlio, a meno di avere un piccolo genio o un cuor contento).


Simone sempre più mortificato dalle domande dei genitori si sfoga - come è tipico - urlando e sbraitando contro una povera merenda, che altrimenti avrebbe ben apprezzato e gustato.


La rabbia non scompare quando sale in camera, anzi cresce cresce sempre più finché la mamma "finalmente" non gli pone più domande generiche - che purtroppo facciamo spesso al rientro da scuola, curiose e ansiose di sapere com'è andata - ma si mette semplicemente in ascolto, prendendolo in braccio. E lui svela il grande segreto: non capisce le tabelline.
Quello che sembrava un ostacolo insormontabile detto ad alta voce forse fa un po' meno paura, in particolare se a rassicurarci c'è qualcuno che ci sta accanto. Spinto da questa iniezione di fiducia Simone si mette d'impegno ma cede urlando "Detesto le NONTIPLICAZIONI" (e il fratellino Gaspare che gli fa da pappagallo ripetendo a suo modo "NOTIPICATONI").


Ma come si sa a volte la notte porta consiglio. Bisogna darsi tempo. E trovare il proprio sistema per imparare (non ce n'è uno che vale per tutti!). Simone inizia a prendere il suo sacchetto di biglie, le conta, le suddivide, le somma, le moltiplica. Insomma, al posto di vedere semplicemente dei numeri ne vede le possibili implicazioni pratiche.


Il giorno dopo il successo è assicurato. La soddisfazione è alle stelle.

La nostra famiglia segue le avventure di Simone dal primo libro e se vi piace questo personaggio, non lasciatevi sfuggire i vari titoli che possono accompagnarvi nella crescita dei vostri bambini. Con un disegno molto semplice, pagine colorate e accese e un testo grande, questi albi sono anche perfetti per le prime letture o per una lettura del fratello più grande a quello più piccolo.

Su Libri e Marmellata e Milkbook altre due bellissime recensioni: qui e qui.

venerdì 16 settembre 2016

"Se fossi un uccellino", di Guia Risari e Simona Mulazzani, La Spiga Edizioni



Fresco di stampa, "Se fossi un uccellino", l'albo di Guia Risari e Simona Mulazzani, edito da La Spiga Edizioni, nella collana Lilliput (link qui), invita bambini e adulti a sognare. Un messaggio che arriva proprio al momento giusto, alla ripresa della scuola con tutto quello che questo implica, compresi il ritorno alle routine di sempre, le attività frenetiche e i tempi a volte un po' troppo "stretti" a cui i nostri figli sono spesso "forzati".

La protagonista è una bambina dalle trecce rosse o, forse, i protagonisti sono due, lei e il pettirosso il piccolo volatile colorato che ha scelto come "alter ego" per andare a esplorare con le ali della fantasia il mondo che la circonda. Rosse ciliegie mature ci rammentano ancora l'estate, con i suoi ritmi lenti e rilassati, dove ogni cosa è possibile,

come il tenero abbraccio tra l'uccellino e l'albero, che ci ricorda quanto per i più piccoli (e aggiungo anche per i più grandi) sia importante la Natura e il contatto anche fisico con essa, di cui facciamo parte. Non a caso sempre più interesse sta suscitando il sito e l'omonima pagina facebook di Bambini e Natura (link).

Ma la nostra avventurosa protagonista è solo all'inizio del suo bellissimo viaggio, che la porta a compiere tutte le azioni importanti: cantare (in effetti i gorgheggi del pettirosso sono tra i più allegri e armoniosi che ci siano) "ai fiori rosa che si agitano come gonne leggere", respirare i profumi più amati,  mangiare il cibo più ghiotto, bere il giusto, con moderazione, (l'acqua è il nostro oro blu e l'uccellino ci fa riflettere su quanto sia un bene prezioso da non sprecare).

Poi su, e ancora più in alto (non è uno dei più grandi desideri dell'Uomo, da Icaro in avanti?).
Infine, un forte richiamo al gioco e alla creatività, di cui i bambini sono naturalmente dotati, prima a sbizzarrisi con le nuvole dalle forme più strane... 

... poi la magia che solo l'arcobaleno può creare, specie se intrecciato alla fantasia.


E dopo tutte queste appaganti esperienze si ritorna a destinazione. Arricchiti, appagati e felici.

Un albo molto delicato, ricco di spunti e riflessioni, che ci accompagna dall'inizio alla fine come una melodia, con le parole poetiche di Guia Risari (sito qui) - di cui ho parlato anche sul blog qui - e le illustrazioni sognanti Simona Mulazzani (non a caso premio Andersen: qui una breve presentazione sul sito dei Topipittori).

Un libro che viene voglia di assaporare con calma, proprio come le ciliegie che ci accompagnano lungo la storia, che viene voglia di leggere e rileggere, per gustarsi la musicalità delle parole e l'incanto delle immagini.

domenica 28 agosto 2016

Campus tra judo e natura a Livigno

Si è tenuto in questi giorni a Livigno (SO) il campus di allenamento agonistico di judo coordinato da Paolo Belingheri (qui). A fine giugno, proprio nello stesso posto, ho potuto "assistere" come mamma – per la prima volta la struttura è stata infatti “aperta” anche ad alcuni genitori interessati - al bellissimo campus coordinato sempre da Paolo Belingheri in collaborazione con le associazioni sportive dilettantistiche Judo Club Segrate, Mon Club di Appiano Gentile, lario Scuola di Judo Como, Arché Danza e con lo staff tecnico costituito da Paolo Belingheri, Moreno Ragosa, Paolo Piacenti, Laura Di Adamo, Francesca Nava a cui ha partecipato anche il maestro Matteo Simonit in veste non di judoka ma di super cuoco (alla prova con una sessantina di bambini da sfamare!), e Valentina Risi, anche lei judoka, in veste di coordinatrice un altro gruppo di ragazzi.

È stata una bellissima occasione per osservare da vicino questa arte marziale accostata alla danza, in una dimensione legata al rapporto con la natura.

Il campus, che si è svolto nella struttura autogestita Lo Chalet del Sole (link qui), ha permesso a bambini e bambine da 6 a 12 anni di poter respirare a 1800 metri un'atmosfera di sport e divertimento, immersi nel bellissimo contesto di un posto rinomato e ricco di animali e piante.


Agli appassionati naturalisti come la sottoscritta posso solo dire che eravamo attaccati a un sistema di tane di marmotte costituita da una famigliola di almeno sei individui, che si potevano osservare sia dalle finestre sia avvicinandosi pian piano: raggiunta la distanza di sicurezza un fischio forte veniva emesso dalla sentinella

 
(le marmotte hanno due fischi diversi, uno che indica i predatori da terra e uno che indica quelli dal cielo) e a una a una rapidamente le bestiole sparivano. 
 
 
 
I più lenti e meno paurosi erano i cuccioli, che le prime volte li lasciavano osservare giocherellando più facilmente.

Posso solo provare a descrivere attraverso alcune immagini i paesaggi che ci hanno riempito il cuore e accompagnato durante il soggiorno: prati sconfinati alle spalle dello Chalet, coperti da fiori rosa, gialli, bianchi, violetti, visitati da tantissime farfalle di forme e colori diversi, il tutto incorniciato dalle montagne che “vegliavano” su di noi (poco distanti dal Parco nazionale dello Stelvio e da Parco nazionale svizzero).

Il paese era raggiungibile a piedi o con il pulmann ma era a una giusta distanza per essere circondati quasi esclusivamente dalla natura.

I ragazzi sono stati divisi in squadre con un capogruppo adulto e a turno erano di corvè in cucina, cimentandosi ad apparecchiare, servire e sparecchiare e spazzare. Un modo semplice ma molto efficace per insegnare a stare in gruppo e a rispettare alcune minime regole di convivenza.



Judo


Poi, mattine o pomeriggi spesi a fare lezione di judo, con il maestro Moreno Ragosa assistito da Valentina Risi, Paolo Piacenti o – eccezionalmente – dal maestro Paolo Belingheri

(che si è occupato di tutta la complessa organizzazione e del rifornimento di cibo: non poche bocche da rifocillare ogni giorno).
Un gruppo di ragazzine, seguite dall'insegnante di danza Francesca Nava, ha quasi sempre partecipato e provato la disciplina del judo, imparando il contatto diverso tra i corpi, che nella danza mantiene le distanze, nel judo comporta un contatto fisico con il compagno.

L'omaggio della danza al judo


In omaggio a questo incontro di discipline, Francesca ha inventato una coreografia dedicata al judo.


Gite fuori porta
Quando i bambini non erano dediti allo sport, abbiamo trascorso il tempo a fare passeggiate nel verde o a una malga con un tragitto facile ma suggestivo, con soste alla “latteria”, un posto dove gustare gelati e dolci.

Parco avventura

Un giorno ci siamo anche lanciati giù dagli alberi, immersi in un bosco di larici secolari. Siamo infatti stati al Larix Park (link qui) dove Simone Nani, il titolare, e i suoi collaboratori ci hanno messo le imbragature e insegnato a compiere le discese in altura sugli alberi con le carrucole.

È stata una giornata veramente emozionante e piena di adrenalina. La prima volta è sempre quella che si ricorda con maggiore risalto e non vedo l'ora di tornarci.  


Questo Parco avventura ci ha consentito di cimentarci con funi, carrucole e liane, regalando emozioni uniche e indelebili. Io ho provato diversi percorsi, alcuni con un ragazzino al seguito – come richiesto dal percorso – e in uno, per sbaglio, ho sperimentato anche il jump (salto) finale con tanto di discesa con una fune elastico da un'altezza considerevole. Gli occhi attenti del personale mi hanno consentito di farlo con tutta la sicurezza e la tranquillità del caso. Anche se al momento del salto tranquilla non ero per nulla ma poi il divertimento ha preso il sopravvento sulla paura.

La gita al fiume

La settimana è trascorsa velocemente: non è mancanta neanche una grigliata tra i boschi,


con bagni nel fiume e una mia improvvisata prova di “land art” - seguendo i consigli di Paola Tonelli di cui avevo seguito un corso durante un incontro della Rete di Cooperazione educativa (link qui)- che ho provato a proporre ad alcuni bambini e bambine: uno sparuto gruppetto che la curiosità ha fatto lievitare, come sono lievitate le opere, progetti personali o collettivi in cui ifiori e i diversi materiali offerti dalla natura hanno consentito di far nascere.





L'opera di cui sono più fiera e che mi ha emozionato, è stata l'albero delle parole, in cui i ragazzi hanno elaborato le parole più significative legate al nostro campus.


Non è mancata neanche una caccia al tesoro, improvvisata velocemente ma con molta creatività da Valentina, che ha consentito ai ragazzini e alle ragazzine divise in gruppi di cimentarsi in prove di atletica e di intelletto, con tanto di invenzione di canzoni e balli coreografici.


Nel corso del soggiorno c'è stato anche il compleanno di Mirella, festeggiato in maniera speciale grazie anche all'inventività di Valentina, a due barattoloni di Nutella “messi a disposizione” da Edoardo, e alla creatività culinaria di Matteo.


A proposito di Matteo, un grande plauso va a lui che, mettendosi a disposizione del gruppo si è dedicato alla cucina full time (a volte aiutato da Moreno) sfamandoci alla grande.  


Un plauso a Francesca e a mamma Cristina che spesso hanno aiutato a rigovernare i pentoloni enormi e tutte le vettovaglie.


A conclusione della settimana un bellissimo incontro finale di judo, che è una disciplina che insegna il rispetto dell'altro e ha voluto lasciare un bellissimo messaggio di convivenza e conoscenza reciproca.

Del judo e dei suoi effetti benefici mi ripropongo di parlarne più avanti con due protagonisti di questo campus.

Da mamma posso dire che è stato bellissimo stare al tempo stesso accanto ma distaccata a mio figlio (che non ho quasi incrociato), vederlo attento agli altri e sereno con i suoi amici, vecchi e nuovi. Mi è piaciuto essere una spalla, una mamma per chi ne aveva bisogno - ringrazio gli organizzatori per avermi consentito di apportare il mio apporto senza invadere troppo - spero - il campo - e seminare qualche lettura di poesia qua e là e dispensare libri a chi ne avesse voglia e ne fosse privo.

Diversi mi sembra abbiano apprezzato.

È stato bello anche confrontarsi con persone diverse da me e vivere la quotidianità in un gruppo così numeroso che richiede uno sforzo non indifferente da parte di tutti.

Un'esperienza sicuramente positiva che ha agli occhi di una biologa amante della natura e degli albi illustrati applicati a laboratori creativi ha mille ulteriori possibili sviluppi...